PAOLO VI SANTO DELLA VITA E DELL’ARTE

Il Centro Culturale San Benedetto, Centro Culturale San Protaso, Movimento per la Vita Ambrosiano, CLOMB hanno organizzato  Giovedì 8 NOVEMBRE 2018 l’incontro PAOLO VI SANTO DELLA VITA E DELL’ARTE.

Sono intervenuti Luca Frigerio scrittore, giornalista e critico d’arte, redattore dei media della Diocesi di Milano e Angelo De Lorenzi giornalista pubblicista, autore del libro “Paolo VI Il santo della vita”

Angelo De Lorenzi ripercorrendo al vita di Giovanni Battista Montini ha evidenziato come la sua azione sia sempre stata caratterizzata da “apertura”, una choesa i uscita diremmo oggi, da “missionarietà”, da “carità”, da attenzione al “dialogo con il mondo dalla cultura”, da “ecumenismo”. Centrale nel suo pontificato e nella sua vita fu anche l’attenziona alla vita, con uno sguardo integrale all’uomo, come nell’enciclica Humane Vitae ma anche nel tentativo di salvare la vita al suo amico Aldo Moro.

Ricordiamo le parole con cui Paolo VI introdusse l’enciclica Humane VitaeLe nostre parole hanno oggi un tema obbligato dalla Enciclica, intitolata Humanae vitae, che abbiamo pubblicato in questa settimana circa la regolazione della natalità. Riteniamo che vi sia noto il testo di questo documento pontificio, o almeno il suo contenuto essenziale, che non è soltanto la dichiarazione d’una legge morale negativa, cioè l’esclusione d’ogni azione, che si proponga di rendere impossibile la procreazione (n. 14), ma è soprattutto la presentazione positiva della moralità coniugale in ordine alla sua missione d’amore e di fecondità «nella visione integrale dell’uomo e della sua vocazione, non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna» (n. 7)”.

Angelo De Lorenzi nel concludere il suo intervento ha sottolineato come Paolo VI debba essere ricordato come una persona che ha saputo stupirsi e stupire di fronte all’avvenimento di Cristo, della fede.

Luca Frigerio partendo dall’omelia fatta da Paolo VI in occasione della «MESSA DEGLI ARTISTI» NELLA CAPPELLA SISTINA nella Solennità dell’Ascensione di Nostro Signore
Giovedì, 7 maggio 1964  ha ricordato come ci fosse stata una frattura tra il mondo degli artisti e la Chiesa, Paolo VI infatti affermava “Sono mai venuti gli artisti dal Papa? È la prima volta che ciò si verifica, forse. O cioè, sono venuti per secoli, sono sempre stati in relazione col Capo della Chiesa Cattolica, ma per contatti diversi. Si direbbe perfino che smontini_giovane_ballai è perduto il filo di questa relazione, di questo rapporto”. Luca Frigerio ripercorre con alcuni esempi le dinamiche che avevano portato a questo allontanamento per poi concentrarsi a partire dalla storia di Giovanni Battista Montini fin dalla sua giovinezza della sua ricerca e dialogo continuo col mondo artistico contemporaneo. Viene mostrato fra l’altro un dipinto del giovane Montini realizzato da Giacomo Balla e immagini della visita di Montini alla villa Clerici quando era vescovo di Milano. Paolo VI, uomo illuminato e amante dell’arte promosse anche la costruzione di nuovi edifici di culto nel periodo milanese aprendo ad una visione dell’architettura moderna. A Roma da Papa inaugurò la Galleria di Arte Contemporanea.

 

 

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