LA PERSECUZIONE RELIGIOSA CHE IL MONDO NON VUOLE VEDERE

MILANO – VENERDÌ 13 OTTOBRE 2017 – Presso il TEATRO OSOPPO – VIA OSOPPO è stato presentato il più recente rapporto sulla libertà religiosa a cura di Aiuto alla Chiesa che soffre, quest’anno intitolato Perseguitati e Dimenticati e concentrato sulla situazione dei 13 paesi dove le condizioni dei cristiani sono più difficili: Arabia Saudita, Cina, Corea del Nord, Egitto, Eritrea, India, Iran, Iraq, Nigeria, Pakistan, Siria, Sudan e Turchia. Era presente Ibrahim Isaac Sedrak, patriarca di Alessandria dei copti cattolici, che ci ha tenuto a presentarsi come «testimone non di una Chiesa vittima, ma di una Chiesa viva che testimonia la sua fede in un grande paese a maggioranza musulmana». Prima di lui hanno parlato Alessandro Montemuro Direttore di “Aiuto alla Chiesa che Soffre” e ha portato un salute da parte della Diocesi di Milano Mons Bressan Vicario dell’Arcidiocesi di Milano per la Cultura, Carità, Missione. Hanno moderato la serata Paolo Tanduo del Centro Culturale Cattolico San Benedetto e Paolo Rivera del Centro Culturale San Protaso.

Monteduro ha spiegato che il fondamentalismo islamico non è l’unico virus che diffonde la malattia della persecuzione anticristiana: ad esso vanno aggiunti quello del nazionalismo religioso, esploso in India negli ultimi anni sull’onda dell’ascesa al potere del partito nazionalista indù, e quello dell’ateismo di Stato derivante dall’ideologia comunista, virulento in Corea del Nord e in Cina. Ha poi ricordato il caso del Pakistan in cui tutte le minoranza compresa quella cattolica soffrono a causa della legge sulla blasfemia, il caso di Asia Bibi è solo quello più conosciuto. Ha ricordato come I rapport commerciali tra Europa e Pakistan che vedono un attivio da parte del Pakistan consentirebbero di far pressione sul governio perlomeno per una attenuazione dell’applicazione della legge. Da questo punto di vista ricorda l’inerzia dell’Occidente di fronte ai paesi che dfomentano la persecuzine Cristiana.

In 11 dei 13 paesi studiati dal Rapporto la situazione è peggiorata nel periodo 2015-2017 rispetto al biennio precedente, mentre quella di Arabia Saudita e Corea del Nord, già pessima, è rimasta identica. In India dopo la vittoria alle elezioni del Bharatiya Janata Party, il partito del primo ministro Narendra Modi, gli attacchi contro i cristiani si sono moltiplicati: 365 atti di violenza nel 2016 e ben 316 nei soli primi cinque mesi del 2017.

Il patriarca copto cattolico Sidrak ha spiegato che le violenze contro i cristiani sono in prevalenza opera di persone ignoranti manipolate da gruppi politico-religiosi salafiti e da paesi stranieri, e che la questione educativa a tutti i livelli è centrale per vincere gli atteggiamenti negativi verso i cristiani ancora presenti in Egitto.
«Il presidente al-Sisi sta facendo pressione su Al Azhar perché l’università modifichi il suo discorso religioso, ma è importante che cambi non solo il discorso ufficiale, ma il modo di pensare di chi insegna ad Al Azhar, e per questo ci vottà tempo e lo sforzo di tutti gli egiziani colti, musulmani e cristiani». Sidrak ha enfatizzato il contributo della piccola Chiesa copta cattolica (330 mila fedeli in un paese di 95 milioni di abitanti) che gestisce 170 scuole dove gli studenti musulmani sono leggermente in maggioranza e diversi ospedali specie nelle zone dove l’assistenza è più manchevole da parte dello Stato.

Mons Bressan ha ricordato il centenario del Pontificio Istituto Orientale e della Congregazione delle Chiese orientali, nati nel 1917, e il crescente rapport tra Chiesa d’Occidente e Chiese orientali, riconosciuto tra l’altro anche dal Patriarca Sidrak.

Mons bressan ha citato anche le parole di Papa Francesco in occasione di questo anniversario “vediamo tanti nostri fratelli e sorelle cristiani delle Chiese orientali sperimentare persecuzioni drammatiche e una diaspora sempre più inquietante. I cristiani delle Chiese orientali stanno sperimentando il dramma delle persecuzioni e una diaspora sempre più preoccupante. Su queste situazioni nessuno può chiudere gli occhi”

Ha inoltre ricordato al presenza di diverse confessioni cristiane cattoliche nella diocesi di Milano tra le quali in particolare quella ucraina, quella romena, quella etiope, quella egiziana copto Cristiana.

 

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