313 Editto di Milano. Da Costantino ad Ambrogio un cammino di fede e libertà.

313 Editto di Milano: febbraio 2013

Presentazione ufficiale a Milano

23 Febbraio 2013
Inaugurata la mostra e presentato ufficialmente il libro del CCC SanBenedetto a Milano
sono intervenuti MOns Balconi, SE Mons Delpini, il dott. Torresani e il dott Samek Lodovici.

Ascolta la registrazione delle relazioni tenutesi il 23 FEBBRAIO

In occasione dell’anniversario dell’Editto di Milano (313-2013) abbiamo deciso di offrire uno strumento di tipo divulgativo e nello stesso tempo di alta qualità sotto il profilo storico-scientifico, che consenta una viva riscoperta di ciò che storicamente ricordiamo, unitamente a uno stimolante approfondimento circa le implicazioni e le conseguenze che l’Editto ha avuto sul mondo di ieri e su cosa può dire a noi oggi.
Ha supervisionato il lavoro il professor Alberto Torresani e l’amico e docente Giacomo Samek Lodovici per la loro saggia guida nel pensare un percorso storico che potesse essere utile per affrontare la ricorrenza del 313. Un ringraziamento speciale va poi a S.E. Mons. Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi di Milano, per aver voluto partecipare con la sua supervisione e i suoi suggerimenti alla realizzazione definitiva della mostra.
Un ringraziamento va al Civico Museo Archeologico di Milano, alla Soprintendenza dei Beni Culturali Regione Friuli Venezia Giulia, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Arezzo, alla Fondazione “Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia”, ai Padri Rosminiani del Sacro Monte Calvario di Domodossola, al Museo Diocesano di Novara e alle diverse parrocchie che, con il loro materiale fotografi co, hanno permesso di arricchire la mostra “313: l’Editto di Milano. Da Costantino ad Ambrogio, un cammino di fede e libertà”.
L’imperatore Costantino e l’Editto di Milano hanno segnato la storia dell’Impero Romano e della Chiesa. Certo è stato anche un editto politico, ma non si può trascurare il valore vero della libertà di religione in esso contenuto.
La mostra illustra la novità del cristianesimo nel mondo antico e come l’Editto di Milano e la scelta religiosa di Costantino siano inseriti in un percorso di libertà e fede della Chiesa. Abbiamo voluto presentare alcune fi gure di martiri cristiani che nei primi secoli testimoniarono la fede a scapito della loro stessa vita, perché, come diceva sant’Ambrogio, “I martiri proteggono la Chiesa, corroborano la nostra fede e la nostra devozione, sono il nostro rifugio, le loro reliquie sono il più prezioso tesoro”. Abbiamo ripercorso le dispute teologiche sulla Trinità e la lotta contro l’eresia dell’Arianesimo, la stagione dei Concili da Nicea a Costantinopoli che ha portato al Credo che ancora oggi professiamo e che come ha ricordato il Papa, abbiamo bisogno che sia meglio conosciuto, compreso e pregato. Infine abbiamo riflettuto sulla nuova visione di potere, potremmo dire educata, contaminata dalla fede. Con Costantino, nonostante i dubbi storici e le scelte opportunistiche, e ancora di più con Teodosio, col suo confronto con sant’Ambrogio, assistiamo a una nuova fase politica in cui l’imperatore è cristiano. Cosa significa allora gestire il potere? Ieri come oggi il riferimento ultimo del governare non può essere né la volontà assoluta di una persona, l’imperatore, ne il semplice prevalere di una maggioranza, in democrazia. Esiste un limite invalicabile, la cosiddetta legge naturale che definisce i diritti inviolabili della persona umana.
Questi diritti sono ciò che può unire la società e attorno ai quali trovare un consenso etico comune anche in una società multiculturale e multireligiosa.
Comprendere meglio il significato dell’Editto di Milano, le conseguenze religiose politiche e sociali di questo editto di libertà, ci aiuta oggi a vivere meglio come cittadini e come cristiani.
Abbiamo così riflettuto sul diritto umano inalienabile della libertà di religione, più volte richiamato da Benedetto XVI nei suoi viaggi, così attuale di fronte alle notizie della persecuzione “fisica” dei cristiani in Nigeria, Sudan, Pakistan, India, Cina, Medio Oriente, Iraq, ma anche di fronte alla persecuzione “culturale” in Europa, dove il laicismo e il relativismo tentano di disconoscere la libertà di religione.
Il cammino che la Chiesa fa in questi primi secoli con confronti teologici sull’identità di Gesù e la Trinità ci ha permesso di conoscere grandi fi gure di santi: sant’Atanasio, sant’Ilario, san Basilio, sant’Ambrogio, solo per citare i maggiori, guide teologiche e veri difensori della libertà di religione e della Chiesa. La religione svolge un ruolo nella società e la “modella” a seconda della visione di Dio che abbiamo. In questo senso ci è sembrato interessante evidenziare le novità che il cristianesimo ha portato e l’influenza che ha avuto nella storia e che ha ancora oggi. È inoltre nostro intento mettere in evidenza quanto di bello il cristianesimo ha contribuito a dare.
Presupposto per la libertà di religione è certamente la libertà delle persone. Liberi per credere in modo che “la società goda dei beni di giustizia e di pace che provengono dalla fedeltà degli uomini verso Dio e verso la sua santa volontà”. (DIGNITATIS HUMANAE)
Come dice Benedetto XVI a Berlino nel discorso al Bundestag (22 settembre 2011) che “La cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma. Nella consapevolezza della responsabilità dell’uomo davanti a Dio e nel riconoscimento della dignità inviolabile dell’uomo, di ogni uomo, questo incontro ha fissato dei criteri del diritto, difendere i quali è nostro compito in questo momento storico”.
“Dio è l’origine del nostro essere e il fondamento e culmine della nostra libertà, non il suo
oppositore”. Di fronte a un paganesimo che propugna una visione di un Signore invidioso e contrario all’uomo, “è necessario che Dio torni a risuonare gioiosamente sotto i cieli dell’Europa” (Benedetto XVI, Santiago de Compostela, 6 novembre 2010).

LUCA E PAOLO TANDUO

Liberi per credere

Scarica la registrazione sull’incontro LIBERI per CREDERE con M. Introvigne

Liberi per credere

La persecuzione dei cristiani nel mondo

Il Centro Culturale Cattolico San Benedetto in collaborazione con il Centro Culturale S. Protaso e il Centro Culturale Don Calori hanno organizzato come primo incontro sul tema della libertà di religione legato all’anno costantiniano e alla ricorrenza dell’editto di Milano del 313 una serata dal titolo “Liberi per credere – La persecuzione dei cristiani nel mondo” alla quale è intervenuto Massimo Introvigne, storico e sociologo. Paolo Tanduo, presidente del CCC San Benedetto, ha introdotto la serata facendo riferimento al tema della libertà di religione riconosciuta nel 313 da Costantino citando il Cardinale Scola “In un certo senso, con l’Editto di Milano emergono per la prima volta nella storia le due dimensioni che oggi chiamiamo “libertà religiosa” e “laicità dello Stato”. Sono due aspetti decisivi per la buona organizzazione della società politica” (Card Scola 6 dicembre 2012) L’editto non è solo una dichiarazione di tolleranza ma permette la libera scelta della religione ed è oggi un tema attualissimo e lo si vede dalle cronache che provengono da tutto il mondo sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo sia in Oriente Asia e Africa dove le persecuzioni sono anche fisiche sia in Occidente “ oggi nelle società civili occidentali, soprattutto europee, le divisioni più profonde sono quelle tra cultura secolarista e fenomeno religioso, e non – come spesso invece erroneamente si pensa – tra credenti di diverse fedi. Misconoscendo questo dato, la giusta e necessaria aconfessionalità dello Stato ha finito per dissimulare, sotto l’idea di “neutralità”, il sostegno dello Stato ad una visione del mondo che poggia sull’idea secolare e senza Dio”. (Card Scola del 6 dicembre 2012).

Il dottor Introvigne comincia a fare una panoramica della situazione dei cristiani partendo dall’attualità legata dalla guerra appena scoppiata in Mali, che per molti è risultata un po’ improvvisa ma che invece dice per gli esperti era una bomba ad orologeria. Già nell’incontro a Roma dell’osservatorio sulle libertà di religione parlando dei 10000 cristiani uccisi in Nigeria negli ultimi 10 anni si era legata la situazione in Nigeria a quella del Mali affermando che senza risolvere il problema del Mali anche la situazione della Nigeria sarebbe peggiorata perché dopo la caduta di Gheddafi in Libia il nord del Mali era caduto sotto il controllo dei gruppi islamisti legati ad Al Qaeda che hanno conquistato Timbuctu. Questi stessi gruppi terroristici dice Introvigne forniscono appoggi militari, logistici e anche di indottrinamento per i gruppi che operano in Nigeria. L’attuale conflitto in Mali potrebbe avere due differenti sviluppi o quello limitato ad impedire che Al Qaeda conquisti il sud del Mali oppure quello più impegnativo di riconquistare il nord del Mali.

La differenza principale tra gli eserciti regolari e i gruppi terroristici è che questi ultimi non temono la morte, finché non si sradica Al Qaeda dalla Somalia e dal Mali da questi territori continueranno a partire offensive anche contro i cristiani. In Africa i cristiani hanno superato di numero i mussulmani e per gli estremisti islamici questo è uno scandalo e quindi l’obbiettivo è eliminare i cristiani dalle zone di maggioranza musulmana il che rende popolare la causa di Al Qaeda , una pulizia religiosa contro i cristiani in Nigeria e Somalia e in altre zone come il Kenya.

Questa persecuzione sanguinosa non si ha solo in Africa se si pensa che l’80% delle persone uccise per causa della loro religione ad oggi nel mondo sono cristiani. Il Cristianesimo si stima abbia avuto 70 milioni di martiri di cui 45 milioni nel XX secolo soprattutto sotto il comunismo. Dal 2000 al 2010 i martiri cristiani sono 150000 all’anno e secondo i dati OCSE muore un cristiano ogni 5 minuti.

Ma chi sono i responsabili di queste morti?

I cristiani muoiono per l’ultrafondamentalismo islamico anche se in Libano il papa ha ricordato che non tutto l’islam perseguita i cristiani esistono frange estremiste. Per esempio ci sono islamisti che vogliono limitare i diritti dei cristiani e che non vogliono che votino, questi non sempre sono però favorevoli ad ucciderli. Altri come Al Qaeda e altri gruppi invece uccidono i cristiani con efferati omicidi.

I cristiani muoiono per cattive leggi come quella del delitto d’onore che nel mondo islamico è legato all’adulterio e alla conversione dall’islam al cristianesimo. In Marocco l’apostasia non è più un reato per lo Stato ma rimane nella cultura, poi ci sono le leggi dell’apostasia e della blasfemia come in Pakistan dove Asia Bibi è in prigione e dove Bhatti è stato ucciso per difenderla e per voler cambiare la legge. Infatti la legge sulla blasfemia è applicata per ogni forma di messa in discussione dell’islam. Benedetto XVI è tra i pochi che si batte per cambiare questa legge e lasciare spazio alla diplomazia perché in Pakistan nella stessa situazione si trovano altre 35 persone.

I comunisti della Nord Corea sono considerati i più feroci persecutori dei cristiani avendone uccisi 300.000 dati provenienti da esuli e da immagini aeree delle aree cristiane ormai spopolate .

In Cina manca la libertà di religione, solo le organizzazioni patriottiche con vescovi scelti dal partito comunista cinese sono riconosciuti, la chiesa fedele al papa è invece clandestina e i suoi vescovi sono incarcerati. Ci sono però contatti tra le due chiese e alcuni vescovi patriottici si sono pentiti e sono stati riconosciuti dal papa, alcuni vescovi clandestini invece sono morti nei laogai.

I cristiani muoiono per il nazionalismo presente in alcuni paesi come gli indù in India e i buddisti in Thailandia dove alcuni gruppi pensano che l’indiano deve essere indù e il thailandase deve essere buddista. In Orissa ogni settimana i sacerdoti sono aggrediti o bruciati, le suore stuprate e i catechisti uccisi.

Un altro problema, sottolineato anche dal cardinale Scola nel discorso del 6 dicembre, è per Introvigne l’ostilità culturale e giuridica in Occidente anche se non la si può mettere sullo stesso piano con la morte dei cristiani in Africa. La discriminazione e l’intolleranza in Occidente rappresentano però un piano inclinato per una cultura violenta contro il Cristianesimo.

In questi giorni la Corte Europea dei diritti dell’uomo, che non fa parte dell’UE, e poi anche la Grande Chambre hanno stabilito a favore della libertà di religione che un addetta al check-in della British Airways di religione copta licenziata perché portava un crocefisso fosse riassunta , anche se su pressione di giuristi la British Airways aveva già cambiato le regole riassumendola ma il ricorso era atteso come riferimento legislativo . Ma ci sono anche sentenze contrarie come quella di un’infermiera licenziata per la stessa ragione che ha perso il ricorso perché il crocefisso è stato considerato pericoloso per infezioni ai pazienti.

In Gran Bretagna non c’è il matrimonio omosessuale (per ora) ma il civil partnership molto simile e un pubblico ufficiale cristiano che si è rifiutato di celebrarlo ed è stato licenziato e ha perso tutti i ricorsi, episodi come questo sono successi anche in Canada e USA. Si attacca l’obiezione di coscienza muro difensivo della libertà di religione.

Altri casi in attesa delle sentenze di riesame dei giudici europei riguardano un associazione di sindacati di preti in Romania che non hanno ricevuto status giuridico e quindi la Chiesa di Romania è stata condannata, ma per il Vaticano è grave che i giudici vogliono metter voce sulle relazioni tra i sacerdoti e la loro gerarchia . Un altro esempio è l’ora di religione in Spagna dove un ex prete insegnate contesta le posizioni della Chiesa la quale attraverso il vescovo lo licenzia e il ricorso dell’insegnate perso in Spagna è ora in attesa di giudizio alla Grand Chambre.

Questi due casi evidenziano come detto anche dal Vaticano che i rapporti tra la Chiesa o i suoi Vescovi e i suoi fedeli non vanno regolati da dei giudici o dallo Stato. Lo Stato nella vita delle organizzazioni religiose deve entrare solo nel caso di crimini, abusi e truffe e non per problemi teologici , in caso di contrasto deve rimanere la libertà di abbandonare l’organizzazione e deve rimanere per ogni gruppo la libertà e il diritto di decidere chi ne fa parte o no. Quindi sui casi di scomunica o espulsione non deve intervenire il giudice a decretare se la decisone è giusta o no.

In USA la riforma sanitaria obbliga il datore di lavoro a pagare prestazioni sanitarie tra le quali l’aborto costringendo così un datore di lavoro cattolico a finanziare l’aborto creando quindi un problema di coscienza e di libertà di religione.

Uno Stato laicista e giudici che attaccano la libertà di religione sono un problema serio , e dove come in UE non si tutela la libertà di religione all’interno della UE stessa così non si farà molto per la tutela dei cristiani e contro la loro persecuzione nel mondo.

Oltre la persecuzione dei cristiani (80% del totale dei casi di persecuzione) esistono anche episodi di persecuzioni operate da cristiani e più significativi la persecuzioni tra sunniti e sciiiti , ma in ogni caso sul fenomeno assolutamente maggioritario della persecuzione di cristiani nel mondo c’è un silenzio dei media. Certo la Chiesa non gode di appoggi dei media per le sue posizioni sui temi etici che le inimiciziano varie lobby. Ma anche i cristiani si devono impegnare per far si che della persecuzione dei loro fratelli si venga a conoscenza e si prenda la loro difesa, e possono farlo sui social network, su internet ma anche incontri culturali come quello di stasera nelle parrocchie e nei centri culturali . Un proverbio bavarese detto da Benedetto XVI dice quando c’è buio o si maledice la tenebra o si accendono tante lucine, una l’abbiamo accesa stasera.