ATTACCO a RATZINGER

di Stefania Bertora

attacco_a_ratzinger13 gennaio 2011  serata con Andrea Tornielli

Giovedì 13 gennaio il Centro Culturale Cattolico San Benedetto in collaborazione col Centro Culturale La Cittadella ha invitato presso lo Spazio ScopriCoop di Baggio il giornalista e vaticanista de “Il Giornale” Andrea Tornielli per la presentazione del suo libro “Attacco a Ratzinger”.

Tornelli significativamente ricorda come il pontificato di Benedetto XVI inizi con l’enciclica Deus Carites Est e                     sia caratterizzato dalle parole Amore-Gioia-Bellezza più volte presenti nei messaggi del Papa.

Il libro – scritto assieme al vaticanista de “Il Foglio” Paolo Rodari – ripercorre e analizza le dinamiche degli attacchi condotti nei confronti di Papa Benedetto XVI dall’inizio del suo pontificato fino ad oggi. Chiedendosi in principio se dietro a tali offensive ci fosse una sorta di “regia”, i due giornalisti hanno ipotizzato che l’insieme dei nemici del Papa si schiera schematicamente su tre “fronti”.

Il primo, esterno al mondo cattolico, comprende partiti, lobbies, media laicisti e persone che attaccano direttamente il Papa e la Chiesa, nel nome del relativismo e dei propri interessi. Ad esempio – racconta Tornielli –                     negli Stati Uniti esistono centinaia di avvocati che, d’accordo con le famiglie, richiedono risarcimenti alle diocesi   per false denunce di pedofilia. Questi nemici del mondo cattolico spesso conducono vere e proprie campagne mediatiche contro il Papa, scatenando casi internazionali. Fra i casi più clamorosi Tornielli ricorda le aggressioni a Benedetto XVI sorte in seguito al discorso di Ratisbona nel 2006 e alle dichiarazioni sul preservativo durante il viaggio in Camerun nel 2009. In entrambi i casi le parole del Pontefice sono state estrapolate dal contesto e poste in prima pagina, travisando i reali contenuti dei suoi discorsi.

Il secondo “fronte” di oppositori del Pontefice – secondo i due giornalisti – è rappresentato da quei teologi e cattolici “progressisti” che supportano le critiche a Benedetto XVI provenienti dall’esterno del mondo cattolico e ne approfittano per contestarne l’autorità. Essi dipingono il Papa come un tradizionalista, eccessivamente legato al passato, per poter difendere la propria interpretazione del Concilio Vaticano II in termini di discontinuità rispetto alla tradizione. Un primo caso è apparso evidente in corrispondenza della pubblicazione del motu proprio Summorum Pontificum con cui il Papa “liberalizza” l’uso del messale tridentino nell’ultima edizione del 1962. Un chiaro esempio è stata poi l’enorme ondata di dissenso, proveniente dall’interno della Chiesa verso successiva alla revoca della scomunica dei vescovi “Lefebvriani” del 2009: un gesto di apertura e misericordia da parte del Pontefice che è stato ingiustamente ritenuto un rinnegamento dei valori del Concilio.

Tornielli prosegue dicendo che a queste due primi “fronti” di attacco se ne aggiunge un terzo, ancora più vicino al Papa, ovvero debolezza e lentezza di comunicazione da parte di alcuni funzionari della curia Vaticana che si contrappongono alla velocità di diffusione delle offensive, che avviene soprattutto attraverso Internet. A questo proposito, il giornalista cita lo scandalo sollevato in seguito ad alcune affermazioni di uno dei quattro vescovi Lefebvriani, mons. Richard Williamson, il quale ha messo in discussione l’esistenza e l’utilizzo delle camere a gas per l’Olocausto. Sebbene tali dichiarazioni siano avvenute prima della revoca della scomunica, a causa di errori di comunicazione la condanna di tale tesi da parte della Santa Sede è giunta in ritardo rispetto alla pubblicazione della revoca e ciò ha favorito il diffondersi delle accuse di antisemitismo e filo-nazismo. Un secono caso è avvenuto quando avviene il tentativo di coinvolgere e associare il nome del fratello del Papa Georg Ratzinger, direttore del coro di Ratisbona” a gravi casi di violenza e abusi. Agenzie di stampa e giornali tedeschi sono molto cauti e riferiscono correttamente i fatti che escludono ogni coinvolgimento del fratello del Papa, purtroppo lo stesso non avviene negli altri paesi. La diocesi di Ratisbona ricostruisce e rende disponibile in tedesco e on-line l’esatto svolgersi dei fatti, ma nessuno si preoccupa di tradurli in altre lingue e pubblicarli sul sito del Vaticano per farli conoscere correttamente.

Di fronte alla durezza di tutti questi attacchi – conclude Tornielli – Benedetto XVI appare sereno. Infatti, come osserva Monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare dell’Aquila e collaboratore del Papa, «La Chiesa è sotto attacco perché è rimasta l’unica forza salda in un mondo che ha eletto come suo sistema di riferimento il relativismo… Ma noi oggi celebriamo la vittoria di Gesù sulla morte, sul peccato, sul nostro limite. E dunque […] abbiamo il cuore pieno di speranza e siamo certi che anche da questa prova la Chiesa uscirà più forte, più salda, più pura».

Nel dibattito che segue Tornelli ricorda come per Benedetto XVI sia centrale nella pastorale della Chiesa di oggi far risplendere la luce di Cristo come aveva detto nella sua omelia subito dopo l’elezione a Papa «Nell’intraprendere il suo ministero il nuovo Papa sa che suo compito è di far risplendere davanti agli uomini e alle donne di oggi la luce di Cristo: non la propria luce, ma quella di Cristo», (mercoledì 20 aprile 2005 – Messa nella Cappella Sistina con i cardinali). E’ necessario avere testiomoni autentici della fede, senza il chiodo della fede non si possono atrtaccare i valori cristiani conclude Andrea Tornelli.

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