Newman e Chesterton

Incontro su Newman e Chesterton

12 Novembre 2010      Aula Magna dell’Istituto Montini

In collaborazione con il Centro Culturale San Benedetto

Relatori dott. Paolo Gulisano, prof. Roberto Persico

Introduzione della prof.ssa Caccia coordinatrice del Centro culturale don Carlo Calori e del dott. Luca Tanduo  coordinatore Centro culturale S. Benedetto:

La collaborazione in atto tra i due centri culturali ha dato vita a questo incontro e continuerà a regalarci occasioni culturali di grande rilievo.

Il tema del rapporto tra fede e ragione, messo in luce ed analizzato dal cardinale Newman, non è stato importante solo per l’Inghilterra dell’epoca vittoriana, ma lo è tuttora, nell’epoca del relativismo intellettuale e morale dilagante (come richiamato da Benedetto XVI). Il dott. Gulisano  è autore di due importanti biografie: John Henry Newman profilo di un cercatore di verità ( ed.Ancora); Chesterton e Belloc Apologia e profezia (ed.Ancora).

Intervento del dott. Gulisano Newman e Chesterton due giganti del pensiero cristiano e umano. Newman una figura urgente da riprendere per il nostro tempo. Molti autorevoli personaggi si sono formati sul suo pensiero. Ricordiamo l’esperienza di amicizia e il movimento culturale di resistenza promosso dalla Rosa Bianca nella Germania del periodo nazista nati anche grazie alla seria meditazione del pensiero  di Newman.

“Veritatis  investigator” è la definizione   che Benedetto XVI dà di Newman.  Emerge un parallelismo: Chesterton, da scrittore,  crea il personaggio dell’investigatore che cerca la verità della cui esistenza è certo. Occorre solo farla emergere, la verità.  Se un certo modo di concepire  la ricerca scientifica pone  il dubbio come metodo, Newman pone invece la ricerca sotto la luce del vero (diecimila difficoltà non fanno un dubbio).

Il pensiero e la ricerca della verità, in particolare a riguardo della Chiesa (lui che nasce da madre ugonotta in ambiente anglicano) attraversano l’intera vita di Newman: qual è la vera Chiesa ? Tra l’individualismo del Calvinismo  e la rigidità istituzionale del Cattolicesimo  sceglie da principio la via media dell’Anglicanesimo. Dopo la laurea in lettere a Oxford studia i Padri della Chiesa e visita i luoghi della fede (tra cui l’Italia), intuendo che le radici cristiane sono conservate dal Cattolicesimo. Passeranno dodici anni prima della conversione , nel 1845 grazie a  un padre passionista: P. Domenico Barberi. E’ accusato di voler portare l’Anglicanesimo su posizioni cattoliche, mentre solo desidera per tutti il ritorno alle verità fondamentali della fede cristiana.

Dopo la conversione non potendo più insegnare a Oxford (secondo le leggi dell’epoca era vietato ai cattolici) lascia  l’Inghilterra e a Roma diviene sacerdote (entrando nell’ordine di S. Filippo Neri). Chiede e ottiene dal Papa di fondare un oratorio a Birmingham. In seguito, é richiesto dai vescovi irlandesi di fondare l’università cattolica a Dublino. Purtroppo l’esperienza si chiude in breve (lui voleva un’università che fosse lievito culturale nel mondo e non solo luogo di formazione di professionisti cattolici). Si “scontra” anche con il suo episcopato sulla necessità della preparazione dei laici  come testimoni con competenza e forza della fede. Di fatto non trova   aiuto contro Il liberalismo teologico, vale a dire la tendenza a sottovalutare la fede di fronte alle esigenze della ragione

Si potrebbe riassumere l’eredità lasciataci da Newman con il suo motto cardinalizio “Il cuore parla al cuore”  (ovvero:  il cristianesimo non è teoria ma esperienza:come  la bontà del pane che  si gusta solo mangiandolo).

Newman ha amato Milano (S. Ambrogio e la sua liturgia, A. Manzoni per la comunicazione del cristianesimo per mezzo del romanzo). Molti sono gli scrittori convertitisi grazie a Newman: Chesterton, Marshall, Tolkien, Benson, Greene).

Intervento del Prof.  Persico Detto che anche Chesterton nasce in una famiglia anglicana, facciamo parlare Chesterton di se stesso, tramite pagine dei suoi libri.  – Lettura di brani –

Chesterton sottolinea come la conoscenza di fatti di grandissima rilevanza per la nostra vita, quali la nostra nascita, sia di fondata sul metodo della fede: fede ragionevole nei confronti di coloro che hanno assistito a questi fatti e ce li raccontano o li hanno descritti in documenti cartacei. Senza il buon senso (senso comune) potremmo arrivare alla conclusione che noi stessi non siamo mai nati. L’uso dei paradossi da parte di  Chesterton è una modalità espressiva molto usata per attirare la nostra attenzione. Le stesse tesi sulla conoscenza le possiamo trovare negli scritti di Newman (La Grammatica dell’Assenso). Senza un credito ragionevole prestato a qualcun altro non vi è conoscenza.

Chesterton lasciato il Protestantesimo affronta due grandi temi del suo tempo: la scienza e il pessimismo nichilista. – Lettura di brani dall’opera Manalive (Uomo vivo) –

Romanzo in cui Innocent Smith viene creduto volta a volta ladro, bigamo, assassino per poi scoprire la sua assoluta innocenza e capacità di vedere la bellezza originaria delle cose. Dice il Cardinal Biffi di Chesterton che è un uomo dallo sguardo puro, un dono di Dio fatto  alla Chiesa.  Paragonato al nulla tutto è meraviglioso; è straordinario che le cose esistano. E benedetto sia colui che non si aspetta nulla. Ma ancora di più: “non si conosce nulla finché non si è conosciuto il nulla”.

Difende la Chiesa Cattolica prima ancora di farne parte (è battezzato nel 1923; muore solo undici anni dopo): scrive di aver conquistato a fatica ciò che il Cristianesimo aveva già detto. Il Cristianesimo rende liberi dal proprio tempo, ovvero ci rende liberi da ciò che non è verità ma moda. Ci è preziosa una religione che è nel giusto quando noi siamo nel torto. Per questo il Papa ci è prezioso, ed è attaccato da chi preferisce il relativismo alla verità.

Dibattito Sono state poste domande sulla libertà e sulla coscienza.

Non esistono cose cattive ma solo usi cattivi.

L’ingratitudine è all’origine del male e dell’infelicità. La gratitudine ci fa guardare al bene che c’è.

La coscienza è la voce di Dio che parla dentro di noi (Newman mette la coscienza al primo posto tra la fedeltà alla regina e al Papa). La coscienza va educata ad essere confronto con la verità e non con la mia opinione. La coscienza quindi salvaguarda la retta ragione.

Cosa ha lasciato Newman alla Chiesa Anglicana?

Newman è per gli anglicani che ancora credono un ponte per cercare la verità.

Di nuovo: il peccato originale è guardare a quello che non c’è e non a quello che c’è (perché è voler essere come Dio ma senza Dio: quindi se nego le cose nego la necessità della presenza di Dio; ma vivo nella menzogna; la filosofia della soggettività è sotto questo aspetto diabolica. Siamo fragili e per mantenere la via della verità dobbiamo aiutarci.

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