La vittoria della ragione

La vittoria della ragione

la-vittoria-della-ragione_bigCome il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza

Incontro del 18 Giugno 2007 – E’ intervenuto Massimo Introvigne

L’opera di Stark è divisa in due parti. Il punto di partenza è: la religione non è un fenomeno secondario che deve essere spiegato attraverso cause economiche e sociali, ma è al contrario la realtà che spiega – non da sola – un gran numero di fenomeni sociali, politici ed economici. Né si tratta solo della religione considerata a sua volta come un fenomeno sociale: l’idea di Dio che ciascuna religione propone ha conseguenze decisive per la vita associata. Il Dio cristiano ha questo di particolare: ha creato il mondo secondo ragione, il che implica che le leggi dell’universo possano essere – sia pure mai completamente – scoperte e comprese dalla ragione umana.

 

Le più significative innovazioni intellettuali, politiche, scientifiche ed economiche introdotte nello scorso millennio sono riconducibili al cristianesimo e alle istituzioni a esso collegate. E’ alla teologia cristiana che dobbiamo attribuire la vera origine della ragione. Mentre infatti le altre grandi religioni hanno posto l’accento sul mistero, sull’obbedienza e sulla meditazione, il cristianesimo ha abbracciato la logica e il pensiero deduttivo aprendo la strada alla libertà e al progresso.

Il cristianesimo inventa anche la nozione di persona umana, dotata di libertà e responsabilità; dotata di diritti e di doveri. Questi diritti implicano anche la libertà politica e la tutela della proprietà privata, benché quest’ultimo diritto non sia concepito come assoluto ma subordinato alle esigenze del bene comune, secondo una casistica che raggiungerà il suo apice con la Scolastica del Medioevo. Scienza, libertà della persona e proprietà privata sono le tre basi dell’economia «moderna», che in realtà non è affatto moderna ma è medievale. Nel Medioevo, senza saperlo, l’Europa cristiana sorpassa il resto del mondo nei settori della scienza, dell’organizzazione politica e dell’economia: «l’idea secondo cui nel Medioevo l’Europa sprofonda nell’oscurità è una mistificazione creata ad arte dagli intellettuali irreligiosi e violentemente anti-cattolici del secolo XVIII (…)» 

La seconda parte del testo entra nel dettaglio della storia europea. L’affresco che Stark traccia è quello dello sviluppo del “capitalismo” anzitutto in Italia, dove sono inventate la banca moderna e il sistema assicurativo, con un primato europeo incontrastato che dura fino al XVI secolo e che fa sì che l’Italia, pure politicamente e militarmente debole, domini economicamente il continente. Queste imprese italiane non operano nonostante ma grazie alla religione cattolica, i cui insegnamenti morali sono parte integrante della formazione del personale, cui del resto sono date istruzioni perché in tutta Europa una parte dei profitti sia destinata alla carità e al culto. Solo molto lentamente, profittando di situazioni geografiche favorevoli e d’innovazioni tecnologiche nel settore tessile e minerario, il “capitalismo” italiano trova concorrenti a Nord: dapprima nelle Fiandre (cattoliche), da cui il modello capitalista passa solo più tardi nell’Olanda (protestante); quindi nell’Inghilterra (anglicana). Il declino del primato italiano nel Seicento è collegato alla perdita di uno dei tre elementi necessari secondo il modello di Stark perché il «capitalismo» fiorisca: la libertà politica, confiscata da signorie dispotiche e soprattutto dal dominio francese e spagnolo. Al termine dell’opera, Stark si chiede: se è vero che «il cristianesimo ha creato la civiltà occidentale», questa è ora in grado di camminare senza la religione? Secondo il sociologo americano ci sarebbero in teoria motivi per sostenere l’ipotesi secondo cui la fiducia in un mondo che funziona secondo leggi razionali, che la ragione può scoprire, è penetrata così profondamente nell’immaginario collettivo occidentale da potere sopravvivere per generazioni anche separata dalla sua origine storica, che deriva dalla nozione cristiana di Dio e della creazione. Ma ci sono due elementi che mettono in dubbio questa ipotesi. Il primo è lo stesso tema di questo mio libro: il declino dell’Europa, Il secondo è il successo del cristianesimo in tutti i Paesi non europei che intraprendono il cammino della modernizzazione scientifica, della libertà politica e dell’economia moderna.

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